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Se io fossi il ministro dell’istruzione… del pianeta! – Francesca Del Nero

“L’uomo ordinario non sogna, obbedisce ciecamente a un racconto ipnotico dell’esistenza. Ha dimenticato la sua unicità, la sua natura di creatore. Perché non ha accesso a se stesso. Non si conosce!…”
Il libro La Scuola degli Dei di Stefano D’Anna dal quale sono stati estratti alcuni brani “ è la storia della ‘rinascita’ di un uomo comune, epitome di una umanità decaduta, sconfitta. Il suo viaggio di ritorno all’essenza è un nuovo esodo alla ricerca dell’integrità perduta. La prima condizione per intraprendere questo viaggio è la consapevolezza del proprio stato di schiavitù. La radice, la causa prima di tutti i problemi del mondo, dalla povertà endemica di intere regioni del pianeta alla criminalità ed alle guerre, è che l’umanità pensa e sente negativamente. Le emozioni negative governano il mondo che conosciamo. Esse sono irreali eppure occupano ogni angolo della nostra vita. Per cambiare il destino dell’uomo bisogna cambiarne la psicologia, il suo sistema di convinzioni e di credenze. Bisogna estirpare dal profondo la tirannia di una mentalità conflittuale, fragile, mortale. La malattia più temibile del pianeta non è il cancro né l’Aids, ma il pensiero conflittuale dell’uomo. È questo l’architrave su cui poggia la visione ordinaria del mondo, il vero killer planetario.”
Ne ho prelevato alcuni passaggi perché intendo divulgare a macchia d’olio, senza tregua e senza perdere nemmeno una occasione questo libro di cui sono l’editore. Un libro per sempre che ha cambiato la mia vita e quella di migliaia di persone nel mondo che è alla base della filosofia della School for Dreamers, una Scuola dell’Essere, una Scuola del capovolgimento che porto avanti insieme ad un team di persone connesse allo stesso Sogno. E’ una missione che perseguo con tutta la mia anima, energia, amore e impiegando ogni risorsa necessaria. Il Sogno della sua espansione mi guida instancabilmente e incessantemente. E ne sono felice,costantemente felice!
La Scuola per sognatori pragmatici ha il grande obiettivo di ispirare le persone ad un risveglio, l’Umanità ha urgente bisogno di prendere coscienza della necessità di un cambiamento di frequenza, pena il baratro sull’orlo del quale consapevolmente o meno tutti ci troviamo. Intendo partire dal concetto di uomo ordinario per poi arrivare a delineare che cosa sia necessario fare per capovolgere la visione dell’ordinarietà e produrre intenzionalmente felicità per tutti come la risorsa più disponibile ma anche più nascosta e insidiosa da reperire.
ORDINARIO, dal latino ORDINARIUS, da ordo-ordinem. Che sta nell’ordine delle cose, che si fa regolarmente, che avviene di solito. Dal significato di consueto, comune, viene poi quello di grossolano, di poco conto, alquanto ignobile. Il vocabolario ci conduce attraverso il suo significato etimologico e ci evidenzia il carattere principale di questo aggettivo. Riportando queste indicazioni all’Uomo di cui ci occupiamo esse svelano senza fatica anche le caratteristiche di un uomo ordinario. Egli vive per lo più meccanicamente, sostanzialmente rapito dalla descrizione del mondo che gli è stata raccontata. La vita è fatica, è sofferenza, è sforzo con qualche momento di gioia e quando va molto bene di felicità. L’uomo ordinario è mediocre, normalmente esegue un copione non suo, intrappolato in schemi obsoleti, pregiudizi e idee di seconda mano. Non conosce se stesso e non conosce di conseguenza il motivo per cui ha scelto ( perché l’anima ha scelto) di venire ad abitare questo pianeta, questa valle di lacrime. Può vivere anche un’esistenza intera senza porsi domande o qualora se le ponga difficilmente trova risposte esaustive. A volte cerca ma non trova, né nella famiglia né nel sistema educativo, soluzioni cui possa aggrapparsi per capovolgere questa visione assai triste dell’esistenza. Alte volte addirittura crede di trovare la felicità nelle cose che riesce a possedere e accumulare, nelle situazioni che in qualche modo riesce a creare. Il suo sguardo è sempre rivolto all’esterno. Non ha una direzione, non sa cosa ama fare, non ama quello che fa e la vita si riduce infine a un cercare di arrabattarsi per sopravvivere quindi soddisfare sostanzialmente i bisogni primari. Come se fossimo ancora all’età della pietra.
Ma davvero è tutto qui? Davvero è questo l’unico modo di vivere possibile? E’ questo il destino che l’uomo ha scelto? Una sana ribellione alberga per fortuna nel cuore di molti, sempre più in ogni angolo anche remoto della terra. Eh si perché non può essere tutto qui? Che senso avrebbe vivere una vita perlopiù in uno stato d’ansia, di paura, di disagio e di sofferenza. Voi direte: questi sono quesiti millenari! Si, è così ma quel che c’è di nuovo è che la nostra epoca, quella in cui ci troviamo qui e ora, per la prima volta nella storia dell’Umanità esige qualcosa di più alto. L’energia è cambiata a livello planetario e molti sono pronti a entrare in un nuovo paradigma dell’esistenza, molti si stanno preparando, stanno studiando e applicando leggi e principi di un’ esistenza felice. Se fossi il ministro dell’istruzione del nostro Paese o di una qualsiasi Nazione del nostro straordinario Pianeta andrei a sovvertire tutto il sistema educativo sin dal giardino d’infanzia. Direi basta a un sistema che propone con ripetitività esasperante ciò che non può più funzionare con le nuove generazioni che stanno nascendo, se mai avesse funzionato con la mia generazione o con quella delle mie figlie, dei nostri giovani. Lascerei solo alcune materie oggi conosciute come fondamentali quali l’apprendimento impeccabile della propria lingua e di almeno altre due da imparare altrettanto impeccabilmente. Manterrei la matematica a un livello intermedio, la letteratura, la geografia, la filosofia, la fisica quantistica nei suoi concetti base e infine la storia. Si, la storia raccontata diversamente per toglierci dall’ipnosi collettiva che tutto debba per forza ripetersi. Una storia nuova in cui si narrino i grandi eventi abbandonando inutili dettagli e concentrandosi sulle cause, sulle motivazioni del ripetersi incessante di guerre già vinte e già perse da milioni e milioni di persone lungo il corso delle varie epoche per mettere in luce che nulla è mai cambiato perché l’uomo non è cambiato continuando come ancora è ad essere guidato dalle emozioni negative, dal desiderio di sopraffazione, di prevaricazione, dall’assenza di rispetto per la dignità dell’altro. In una parola dall’assenza di amore. Introdurrei lo studio dei grandi pensatori di tutti i tempi e dei sognatori del passato e del presente, andrei a mettere in luce quali sono le leggi e i principi cui si sono ispirati, che li hanno guidati; inserirei programmi che sostengano la creatività nel fare, nel dipingere, nel suonare uno strumento, nel cantare, nello scrivere. Infine inserirei a gran voce lo studio di se stessi e del proprio sogno, delle leggi universali che sono incontrovertibili come lo è quella della gravità che non conosciamo e quindi non possiamo usare. Insegnerei come raggiungere concretamente i propri obiettivi e offrirei strumenti pratici affinché all’uscita dalla Scuola i nostri giovani siano davvero preparati a vivere la vita che hanno scelto. Allora sì, la scuola diventerebbe un luogo di crescita autentico dove tutte le facoltà umane nella loro globalità sarebbero espresse e sviluppate con l’obiettivo di predisporre l’umanità alla felicità. Nel sistema vigente il corpo viene per lo più relegato a svolgere una qualche attività sportiva, non se ne insegna per nulla la miracolosità. Non si parla, se non in casi rarissimi, della necessità che ha di essere nutrito e non iper nutrito, che il cibo è energia e che è meglio si tratti di energia pulita. Non si accenna nemmeno al fatto che anche il cervello ha bisogno di un nutrimento sano, alto, che non è stato concepito per appiattirsi su
programmi televisivi che intendono solo conformarci tutti come un grande gregge guidato da un fantomatico pastore senz’anima. Che l’equilibrio tra uomo, natura e mondo animale va mantenuto, va alimentato. La mente poi viene sorretta da schemi obsoleti, pesanti che spengono la fantasia e la gioia di apprendere. Andare a scuola troppo frequentemente è senza una motivazione profonda, senza passione, entusiasmo, senza gioia né allegria. Della parte emozionale dell’individuo, di quella parte invisibile che guida inconsapevolmente tutta la sua esistenza nessun accenno, nessuno strumento, nessuna comprensione. Assumerei un esercito di Coach qualificati che stimolino ogni bambino e ogni giovane attraverso l’arte di fare domande incentivandoli a trovare soluzioni uniche per ottenere risultati, azione e concretezza adatte a ognuno di loro. Introdurrei un battaglione di healer di alto livello per far sì che sin da subito i bambini si rendano conto della loro energia, che la possano usare per l’auto guarigione, che la possano impiegare per guarire gli altri, che ne conoscano il potere. Un’armata di professionisti del respiro, della meditazione e dell’uso della visualizzazione come strumenti necessari e semplici per stare bene, per mettere a fuoco il proprio Sogno e manifestarlo in realtà. Da ultimo introdurrei filosofi e teologi illuminati che abbiano compreso lo scopo ultimo dell’Uomo, che abbiano abbandonato le barriere fittizie che credono ancora in Dio, Allah, Budda etc come entità diverse, come opposti gli uni agli altri, come fossero detentori di verità separate, quando invece la verità è Una. Dio è dentro di noi e non importa come si chiama, Dio è Uno e noi tutti siamo Uno con lui. Ecco, così immagino la Nuova Scuola, la Scuola della Nuova Era, in cui si preparino le Nuove cellule dell’Umanità. Un’Umanità che ha abbandonato le credenze malate, l’affidarsi continuo alla parola Impossibile, che finalmente abbia capito e fatto proprie le verità millenarie del Vangelo in cui era già tutto scritto e non ha saputo leggere. Un’Umanità che comprenda che il male non esiste, che così come lo abbiamo creato lo possiamo trasformare in opportunità, una Umanità che sperimenti che ogni dolore può diventare amore. Un’Umanità guarita, sana e felice. Le conseguenze di un tale sistema educativo a livello sociale ed economico non sono nemmeno immaginabili ma di sicuro sono straordinarie, prodromi di un cambiamento epocale. Sono pronta, il programma è articolato, serio, concreto, dettagliato. In una parola: Un Sogno pragmatico. Oggi accade invece che si arriva a trenta, quaranta, cinquant’anni ed oltre per cominciare il Viaggio vero della propria esistenza. Si cominciano percorsi di crescita personale, più o meno seri, alla ricerca di una qualche comprensione superiore. Qualcosa che aiuti a districarsi dal groviglio in cui ci si ritrova appiattiti, assenti e imprigionati senza riuscire a capire nella pratica come fare a uscirne, come fare a riappropriarsi della propria divinità, della propria forza creatrice, quella che abbiamo ma che abbiamo dimenticato di possedere. Spenti,stanchi, soli, spesso ammalati profondamente nell’anima e quindi poi nel corpo, il nostro veicolo su questa terra, siamo come zombie allo sbando, guidati da fili invisibili. Abbiamo quindi di fronte due schieramenti: un mondo che “cerca” etichettato per lo più con la bolla dell’esoterismo e un mondo immutabile, sempre uguale a se stesso, per lo più senza morale, etica e Integrità, chiamato business. “Il Business sarà la religione planetaria, la religione delle religioni. È nel Business, più che nei conventi, più che nelle moschee o negli ashram, che gli uomini sono impegnati in uno sforzo titanico verso gradi più alti di responsabilità. È nel business che sta avvenendo la trasformazione di avversità e difficoltà in propellente per il viaggio verso la libertà. È nei grattacieli delle multinazionali, nei templi della finanza, più che nelle sinagoghe e nei monasteri, che gli uomini stanno tentando l’ impossibile: capovolgere la loro visione… cambiare il proprio destino.” Due mondi che però non si parlano, che si guardano per lo più in cagnesco per l’incapacità di sentire e di capire che non c’è separazione, non c’è divisione, che tutto deve cambiare ed unirsi verso un unico obiettivo. Quello di essere felici, sempre, non ogni tanto, occasionalmente, per il verificarsi di qualche evento fortuito. Un paradiso costante, qui su questa terra, in questa dimensione. Persone felici, aziende felici, gioia, prosperità per tutti e Serietà intesa come rispetto di noi stessi, della nostra dignità e di quella degli altri. Le risorse sono illimitate e non limitate come ci viene insegnato alla prima lezione di economia di qualsiasi facoltà di economia del pianeta. Da questo apparentemente banale statement nasce la criminalità, sgorga implacabilmente l’idea del potere come forza contro l’altro, del denaro accumulato usando gli altri e a discapito degli altri dimenticando che l’altro è il mio riflesso, che se uso male il mio potere contro qualcosa o qualcuno in realtà lo sto usando contro di me. E’ solo il tempo che decreta la verità di questa assunzione.
“Quello che vedi e tocchi, gli eventi che potresti giurare stiano accadendo in questo preciso momento, sono stati registrati tempo fa. Per potersi verificare hanno avuto il tuo assenso in un’altra dimensione, nel mondo dell’Essere, nei tuoi stati” mi disse con la massima naturalezza. Mi spiegò come i fatti siano già fatti, e che il successo è tale perché è già successo. “Gli eventi della vita sono stati d’Essere solidificati, resi visibili dal tempo. Mentre vi assisti e ne sei coinvolto, puoi credere che si stiano verificando sotto i tuoi occhi, hai l’illusione che siano nuovi di zecca e che stiano accadendo per la prima volta; in realtà essi sono la proiezione del tuo passato che ripete se stesso, con appena qualche leggera variante.”
L’essere umano crede nel tempo. Siamo assediati dal passato e spaventati dal futuro, ingabbiati nelle logiche del tempo, abbiamo smesso di credere per vedere, abbiamo dimenticato che il Sogno è la cosa più reale che ci sia.
“La più grande illusione dell’umanità è l’idea di avere un futuro − mi rivelò quella volta − Un uomo ordinario in realtà non ha un futuro. Al di là delle apparenze egli incontra sempre e solamente il suo passato.” Eventi, incontri, circostanze si ripetono e ricorrono nella sua vita; sempre gli stessi, solo leggermente camuffati.
“È come dire che gli uomini vivono una vita usata, di seconda mano” dissi con quel tanto di incredulità nella voce da coprire il senso di inquietudine che sentivo di fronte alle Sue rivelazioni.
“E tuttavia ognuno si illude che gli eventi della sua vita siano nuovi di zecca, creati apposta per lui, mai accaduti prima”
Siamo incapaci di stare nel momento presente che è l’unico istante eterno in cui tutto si crea e tutto si trasforma.
‘Visibilia ex invisibilibus’. Tutto quello che percepisci, vedi e tocchi nasce da una invisibilità. La vita di un uomo è l’ombra del suo ‘sogno’, è il dispiegamento nel visibile dei suoi principi e di tutto ciò in cui crede… Tutti vedono puntualmente realizzarsi ciò in cui hanno fermamente creduto… Un uomo crea sempre. Gli ostacoli che incontra sono la materializzazione dei propri limiti, del suo pensiero conflittuale, della sua impotenza… C’ è chi ha fede nella povertà, c’è chi ha fede nella malattia… c’è chi crede incrollabilmente nel limite e nella scarsità… c’è chi ha puntato tutto sulla criminalità… Un uomo crea sempre, anche negli stati più tenebrosi dell’Essere.»
Provate a immaginare ora che mondo sarà quando il sistema educativo avrà questa sostanza, questa verticale. Le conseguenze virtuose si verificheranno prima che la seconda generazione sia nata. Avremo nuovi Leader, Integri, consapevoli, illuminati. In attesa che ciò si renda manifesto perché si renderà manifesto ho fondato la School for Dreamers. Una Scuola della responsabilità, del capovolgimento di visione per preparare quanti più uomini e donne possibili a vivere felici e a scardinare da ogni possibile livello della società tutto ciò che frena l’Essere nella sua evoluzione. C’è chi dice che abbiamo un destino preordinato ed è in qualche modo stato dimostrato scientificamente, altri dicono il contrario, che siamo nel libero arbitrio, noi di School for Dreamers diciamo che ci sono più destini possibili e contemporanei, sta a noi e solo a noi scegliere quello che vogliamo, quello che intendiamo essere. Essere fare avere è il paradigma che normalmente ci guida.

“Solo un Re può sognare Versailles.” Solo un intenso lavoro sull’Essere può produrre l’amore per il fare e la gioia di un avere sano, equilibrato e in armonia con tutto e tutti. School for Dreamers prepara uomini e donne speciali, straordinari. E’ sempre alla ricerca di coloro che in assenza di paura, guidati da qualità superiori saranno capaci di sovvertire idee e principi radicati scuotendo il sistema sin dalle radici e capovolgendo la realtà a beneficio proprio e di tutti. Questo è il mondo che sogno, che dovremmo consegnare ai nostri figli. Si può fare, sì, si può fare dicendo basta al vecchio e entrando rapidamente, ora all’istante nel Nuovo. Il Sogno ha le sue leggi, i suoi principi e quando li si conosce e li si governa, tutto da impossibile diventa possibile, poi probabile e infine inevitabile.